STUDI PROFESSIONALI SEMPRE PIU’ DIGITALI, IL 36% E’ SUL CLOUD, IL 63% SUI SOCIAL

Riporto un abstract ed il link dell’articolo completo dell’evento Executive Briefing “Professionista X.0 … a ciascuno il suo!” organizzato dall’Osservatorio Professionisti e Innovazione Digitale e promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano, che ritengo interessante per la diffusione dell’argomento e per le inevitabili riflessioni sui dati pubblicati.

ABSTRACT

È ormai evidente che la digitalizzazione non è più un’opzione a due risposte. Rifiutarla significherebbe auto-emarginarsi dal mercato e dal mondo delle relazioni, per la mancanza di un linguaggio comune tra i soggetti di ciascun ecosistema. Se agli inizi del secolo scorso si combatteva l’analfabetismo scolastico, oggi bisogna eliminare quello digitale. Un analfabetismo che impedisce alla società di crescere e di relazionarsi efficacemente. Ma in questo contesto, come si muovono le professioni giuridiche? Quali passi stanno compiendo in una realtà che – seppur a strappi – parla di industria 4.0, di intelligenza artificiale, di nativi digitali e di ripensare i concetti di crescita economica?

“Il mondo delle professioni, anche se con velocità non omogenee, si sta muovendo verso l’era digitale e lancia un segnale forte: abbracciando l’innovazione tecnologica, gli studi rappresentano un sostegno fondamentale per la crescita del sistema imprenditoriale nazionale..”
(Claudio Rorato, Direttore dell’Osservatorio Professionisti e Innovazione Digitale)

“Oltre metà degli studi che ha investito in tecnologia in questi anni giudica significativi i benefici ottenuti (il 33% nota un miglioramento della produttività individuale, il 18% migliore capacità di offrire servizi o ampliare la clientela)..”

Leggi tutto: http://softing.link/briefdigit

 

Paolo Falcone | Softing

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